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L’EDEN Project prende forma in terra!!!

di Luisa Casiraghi

Per un mondo futuro dal sapore visionario

Il mondo vegetale fa sfoggio di sé in questo spazio meraviglioso, dove specie diversissime fra di loro si amalgamano in una sorta di rivisitazione ancestrale dei giardini dell’Eden. Il progetto nasce nei primi anni Duemila dall’idea di Tim Smit, un imprenditore anglo-olandese esperto “pollice verde”. I numeri che caratterizzano la sua realizzazione sono esorbitanti: 270 milioni di euro, 135.000 tipi di piante, una cava profonda 60 metri e grande come 35 campi da calcio, 7 anni di lavoro, quasi 2 milioni di tonnellate di fango rimosso in sei mesi da 12 autocarri e otto bulldozer. La struttura, la cui progettazione è stata affidata all’architetto Nicholas Grimshaw, eletto Presidente della Royal Academy nel 2004, rappresenta una delle più imponenti costruzioni “verdi” esistenti al mondo, la cui caratteristica principale è la vastità del sito, suddiviso in cinque macro-ambienti, che riproducono ognuno un diverso ecosistema. Laddove fiori e piante mediterranee si alternano al bioma tropicale nelle zone a sud e a nord del complesso, formato da vaste cupole costruite all’interno della ex cava di caolino. Inizialmente il progetto per la realizzazione delle serre si ispirava fortemente all’edificio creato dallo stesso Grimshaw per l’Eurostar alla Waterloo Station, un’ampia struttura realizzata in vetro. Successivamente, per problemi legati alla compatibilità di questo tipo di realizzazione con l’andamento particolarmente accidentato del suolo, si è optato per cupole d’acciaio “geodetiche” semisferiche che accolgono le specie vegetali, in un complesso sistema di refrigeramento e controllo termico che permette la corretta riproduzione del clima necessario alle diverse specie.

 

Le due biosfere più grandi del

mondo

L’intero complesso accoglie così due tra le più grandi biosfere presenti in tutto il mondo. Stupendo anche il giardino verde esterno che ospita in circa dieci ettari di manto erboso più di 1.500 tipi di piante da giardino; imponenti e curiosi sono anche “The Core” e “The Theatre”, due strutture dedicate non tanto all’esposizione di fiori e piante, ma all’educazione ambientale e allo svago offerto dai numerosi concerti e dalle diverse attività del centro. Le due serre, una riservata alle piante caratteristiche degli ambienti tropicali e umidi, e una alle piante dei climi temperati, sono costituite da otto strutture parzialmente sovrapposte, simili a grandi palloni di dimensioni variabili (i più piccoli sono larghi 18 metri, quelli più grandi oltre 60). Le cupole che ospitano il:

Bioma Tropicale  si estendono in totale per  oltre 15.000 mq e vengono utilizzate per ospitare alberi di banana, piante di caffè, gomma e bambù giganti.

Il Bioma mediterraneo si sviluppa su una superficie di circa 6.000 mq, e ospita piante che caratterizzano i climi temperati caldi e aridi, come l’olivo e la vite.

Il Bioma all’aperto, invece, rappresenta il clima che caratterizza le regioni temperate, con la presenza di arbusti come il tè, la lavanda, il luppolo, la canapa e i girasoli.

 

La struttura delle serre

Le strutture sono costituite da tubolari in acciaio di forma esagonale con pannelli di rivestimento esterno sigillati attorno al loro perimetro, e poi gonfiati per creare una sorta di cuscino.

Questa tecnologia è stata utilizzata per realizzare anche il rivestimento esterno dello stadio di Monaco di Baviera, l’Allianz Arena. Il rivestimento è fatto in materiale termoplastico della ETFE, composto da diversi strati di una sottile pellicola trasparente ai raggi UVA. Il rivestimento in vetro è stato evitato a causa del suo peso.

Il cuscino risultante agisce come una coperta termica che appoggia sulla struttura, denominata appunto: “cupola geodetica”, struttura emisferica composta da una rete di travi giacenti su cerchi massimi – o geodetiche, laddove queste si intersecano formando elementi triangolari posti sulla superficie di una sfera.

 

Il centro educativo

Negli ultimi anni, all’interno del grande complesso del Progetto Eden, sono stati realizzati nuovi spazi, inaugurati nel settembre 2005. Questi ospitano un centro educativo, costituito da aule e spazi espositivi pensati per promuovere il messaggio sostanziale di Eden sul rapporto tra persone e piante. Grimshaw ha sviluppato la geometria del tetto in rame, realizzato in collaborazione con lo scultore, Peter Randall-Page.

La particolarità di questo elemento è la sua concezione: è derivato da uno studio sulla fillotassi, che è la base matematica che regola la crescita delle piante.

Impianti fotovoltaico, climatico, idrico e di illuminazione.

La progettazione strutturale ed elettrica è stata affidata a Buro Happold. Il sistema che ospita l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio principale è stato organizzato attraverso una forma circolare inclinata per ragioni estetiche. Le enormi quantità di acqua necessaria per creare le condizioni di umidità del Bioma Tropicale, e per approvvigionare i servizi igienici, sono tutte provenienti dalla sterilizzazione dell’acqua piovana che viene raccolta sul fondo della cava. Il complesso utilizza energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, in particolare dalle turbine eoliche, molto diffuse in Cornovaglia. La regolazione climatica avviene essenzialmente attraverso l’uso di sistemi che consentono la massimizzazione della ventilazione naturale, per mantenere il flusso d’aria e permettere il raffrescamento degli ambienti. Vista la grande quantità di biodiversità vegetale e floreale, ed essendo esse dipendenti fortemente dalla luce solare per la crescita, gli aspetti legati all’illuminazione erano chiaramente importanti per la corretta progettazione di serre e giardini all’aperto. L’orientamento del complesso del progetto Eden  è stato concepito per esporre gli ambienti soprattutto a sud, e per ottimizzare l’afflusso di radiazione solare giornaliera.

Nel suo insieme, “L’Eden Project” è un’istallazione tecnologicamente straordinaria, dal sapore visionario di un’“Odissea 2001” non nello spazio, ma sulla terra: un esempio di gratitudine verso la natura, teso alla manifestazione di un’attenzione che diviene per certi versi una poesia immersa nel verde e nella spettacolarità architettonica della trasparenza. L’assaggio di un mondo futuro, nel quale lo spazio nutrirà gli occhi e l’aria sarà un abito facile da portare, leggero, sempre fresco, perfettamente modellato alla forma di ognuno di noi.

 

 
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