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Tailandia o Cambogia: chi ha inventato il massaggio?

La Tailandia è diventata un punto di riferimento nel campo dei massaggi ed è la prima destinazione mondiale del turismo del benessere. Da poco uscita da un lungo periodo di tragedia nazionale, la Cambogia si posiziona a sua volta come “la mecca” del massaggio tailandese, che sarebbe nato nel Paese dei khmers. Chi ha ragione?

Una storia tumultuosa

Da oltre un secolo, la storia del Sud-Est asiatico è segnata dalla rivalità tra i regni della Cambogia (Kampuchea) e della Thailandia (Siam). A un certo punto, l’uno domina l’altro e viceversa.

Conosciamo le guerre della storia recente che hanno raso al suolo l’Indocina (guerra francese e poi americana del Vietnam, che ha implicato anche Cambogia e Laos). Di colpo, la Tailandia è riuscita a svilupparsi in modo rapido, soprattutto nel campo turistico e delle Spa.

All’epoca dei regni khmers, di cui Angkor era capitale (è stata la città più popolosa del mondo nel XVI secolo), la Cambogia occupava la zona più vasta dell’attuale Tailandia; successivamente, la situazione si è capovolta.

Da qui è scaturita una situazione che si protrae ancora oggi, compresa l’appartenenza della zona di Angkor, che alcuni nazionalisti thai vorrebbero vedere annessa al loro Paese.

Il caffè turco è l’antenato di quello greco o viceversa?

Malgrado la lunga relazione tra queste due nazioni, chi potrebbe affermarlo con certezza? Lo stesso vale per il massaggio… è thai o khmer?

Noi Occidentali rimaniamo neutrali e siamo felici di scoprire una così grande ricchezza terapeutica in Cambogia come in Tailandia, e sempre nuove Spa. Per rimanere in “equilibrio”, siamo stati a Bangkok e a Siem Reap (la base turistica della zona di Angkor) e abbiamo visitato la nuova Spa dell’Hotel Kempiski di Bangkok e quella del Resort di charme “Alila Sothea”.

Siem Reap: la nuova referenza

L’importanza delle rovine delle città antiche del bacino di Angkor è considerevole dal punto di vista storico e oggi anche da quello turistico. Appena uscita dalla guerra civile e dal genocidio, la Cambogia ritrova il suo patrimonio nazionale: le mine anti-uomo sono state sradicate e i turisti possono nuovamente circolare in libertà. È a Siem Reap, piccola borgata in piena espansione, che sono sorti nuovi hotel e Spa. I massaggi khmers vengono praticati ovunque, per strada o nei Centri benessere più chic. Tra questi, uno dei più nuovi è il Sothea. La Spa è classica, ben aerata e luminosa. Le massaggiatrici (qui come in Tailandia il massaggio sembra un’arte tutta al femminile) sono eccezionali.

La responsabile della Spa mi spiega: “Il massaggio khmer si fonda sul principio delle linee di energia. Se queste sono bloccate, insorgono problemi alla salute. Per guarire, il massaggio tradizionale libera i blocchi energetici. Le parti doloranti vengono pressate dai pollici dell’operatore, per favorire la circolazione delle energie. Si possono anche utilizzare ginocchia, gomiti e piedi”. I clienti indossano comodi kimono e si stendono sul materassino sul pavimento. Le principali linee energetiche vengono pressate per sbloccare il flusso vitale.

I muscoli vengono allungati per alleviare stress e tensioni. La seduta, della durata di due ore, si conclude con un massaggio su collo e nuca. Per me, niente differisce dal massaggio che ho provato in Thailandia. Ne deduco che la loro origine è comune. La mia interlocutrice mi fa notare che questa tradizione risale all’età di Angkor, ovvero diversi secoli prima dell’edificazione del famoso monastero di Wat Pho a Bangkok.

Bangkok: la Destination Spa!

Si visita l’Italia per la buona cucina e il buon vino, la Grecia per le rovine Elleniche, le Maldive per le lagune e la Tailandia per i massaggi e le sue Spa. Questo Paese, in effetti, ha puntato molto su questo aspetto del suo patrimonio culturale, per affermare l’idea di un turismo di alta gamma e di benessere. Ma anche per correggere l’immagine un po’ fuorviante di altri tipi di massaggio, che hanno reso la Tailandia una delle mète privilegiate del turismo sessuale. Sul posto la differenza è netta: il “body massage” è quello più hot, mentre quello che viene definito “massaggio tradizionale” è l’autentico.

Se all’ingresso del Centro vi porgono un depliant con le foto di giovani ragazze, si tratta di un massaggio sessuale, se, invece, vedete affissi alle pareti poster del sistema corporeo con i meridiani di agopuntura è l’originale!

Anche in Tailandia, come in Cina e India, si pratica la medicina tradizionale, la quale, codificata nel XVIII secolo dai medici della corte del Re, associa farmacopea e un rituale con l’obiettivo di alleviare le tensioni e rilassare: il massaggio, appunto. Ne esistono di ogni sorta. Il più originale prevede che il cliente indossi una tunica di cotone bianco, come in Cambogia, e prediliga la pressione delle mani e gli allungamenti. Al termine della seduta, ci si sente un po’ indolenziti, ma l’effetto benefico si percepisce nelle ore successive. Qui, anche il massaggio del piede è un’arte. Per le strade di Bangkok incontrerete dei negozi dove per pochi bahts (la moneta locale) vi offriranno un foot massage ispirato alla medicina cinese, che segue i meridiani del corpo che affluiscono verso la volta plantare.

Una tradizione regale

Dietro al tempio Wat Pho di Bangkok – quello visitato dai turisti per il suo famoso e monumentale Buddha seduto – c’è una scuola, creata da Re Rama III, che forma su scala nazionale i terapeuti della medicina del massaggio. Qui si possono vedere alcune tavole scientifiche, incise sulla pietra di un piccolo padiglione del monastero e sculture che raffigurano le principali tecniche del massaggio medicale insegnate ai tailandesi, ma anche agli stranieri, sempre più numerosi. La formazione è curata da Preeda e Serat Tangtronchitr (padre e figlio) in un’ambientazione quasi ascetica, rovinata solo dal rumore dei ventilatori. Gli allievi, a turno, prendono il posto del massaggiatore e del massaggiato, sotto lo sguardo vigile degli insegnanti: con una pressione sul punto sbagliato della pianta del piede (anche solo di qualche millimetro) si può fare urlare di dolore il malcapitato paziente anzichè rilassarlo! “È importante formare gli allievi con estremo rigore, perché è in gioco la nostra reputazione; il mondo intero assume i nostri studenti”, spiega Serat Trangtrongchitr.

Controllato dal governo tailandese, ha aperto una seconda facoltà ultramoderna a Lat Phrao, vicino all’aeroporto, e dispone già di diramazioni in Giappone e negli Stati Uniti.

La nuova Spa Kempiski

L’hotel, situato nel cuore di Bangkok (comunicante con il Siam Center, il più spettacolare dei centri commerciali della capitale tailandese), dispone di un ampio giardino interno e di una piscina con vista panoramica, unica in questa città sempre in fermento. La Spa, situata al settimo piano, propone il nuovo concept del gruppo, chiamato semplicemente “The Spa”. L’idea centrale è il tema delle quattro stagioni: il cliente viene trattato con fiori, erbe e frutti. Ma nella città tropicale sono sempre i trattamenti tradizionali autoctoni del luogo a essere i più richiesti, il rituale Royal Siam è particolarmente lussuoso. Due ore di piacere non stop che prevedono il classico massaggio eseguito da mani eccellenti. Aperto da quest’anno, è il miglior indirizzo di Bangkok da salvare in agenda.

Per info: www.alilahotel.com, www.kempinski.com

 
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